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PRESENTAZIONE

 

“Da alcuni anni si susseguono proposte ed iniziative finalizzate a migliorare le condizioni di vita dei bambini in ospedale.

A partire dalla notorietà di “Patch Adams”, medico clown nei reparti ospedalieri, si realizzano più o meno episodicamente momenti ludici e spettacolari che interrompono le routine quotidiane ed hanno ampia eco mediatica.

Più rari, invece, sono i casi silenziosi di lavoro continuo e di intervento integrato con i bambini in ospedale. “Giocamico” è uno di questi casi.

Si tratta, infatti, di un’esperienza che si è sviluppata e consolidata nell’arco ormai di quindici anni presso l’Ospedale di Parma…”.

 

Coop.Sociale

“Giocamico si racconta, Storie dall’Ospedale

Dei Bambini di Parma”, 2006.

 

 

 

Il Reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari accoglie al suo interno il ProgettoGiocamico”, messo a punto dalla Cooperativa Sociale “Le mani Parlanti” di Parma che lo ha attivato nel 1996 presso la locale Azienda Ospedaliero-Universitaria e che comprende l’attività denominata “Alla scoperta del Pianeta S.O. (Sala Operatoria)”, finalizzata alla preparazione del bambino all’intervento chirurgico e alle pratiche invasive pre e post-intervento.

Il progetto, realizzato nell’ambito del percorso formativo di alta professionalizzazione “Master and Back” della Regione Sardegna, prevede un viaggio immaginario che il piccolo paziente intraprende, con accanto i suoi genitori. Insieme hanno modo di conoscere e sperimentare, attraverso il gioco, la fase preparatoria all’intervento chirurgico e di affrontare il risveglio con minore ansia e paura.

 

Valentina Pazzola, Educatrice.

“Master and Back” Regione Sardegna,

Progetto “Giocamico” a Sassari

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I bambini in ospedale richiamano sempre l’attenzione e la sollecitudine degli adulti e della comunità.

Per loro e le famiglie sono state solennemente proclamate delle “Carte dei Diritti” che riguardano non solo la cura sanitaria, evidentemente primaria, ma anche il gioco.

Ancora oggi nella maggior parte degli ospedali del mondo quello che però si fa è solo qualche evento occasionale e qualche giocattolo.

Per fortuna, e non solo in ospedali grandi, speciali o privilegiati, ci sono realtà in cui vengono organizzati progetti e servizi per dare applicazione al rispetto dei diritti dei bambini in ospedale, realizzando condizioni di accoglienza e serenità che possano ridurre l’ansia e facilitare la cura.

Il progetto “Giocamico”, ideato da Corrado Vecchi del Centro di Psicologia Applicata della Coop. Sociale “Le Mani Parlanti” di Parma, è nato presso l’Onco-Ematologia Pediatrica di Parma e si è progressivamente consolidato fino a diventare un “Servizio continuativo”, che serve tutti i bambini ricoverati.

Si avvale di personale stabile e di volontari. E’ sostenuto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, dagli Enti e dalle Fondazioni locali e dall’Associazionismo. Offre possibilità di gioco e la preparazione agli interventi chirurgici tutti i giorni dell’anno.

Il programma “Master and Back” della Regione Sardegna, con il quale la Dott.ssa Valentina Pazzola, ha svolto presso la Cooperativa Sociale “Le mani Parlanti” di Parma il tirocinio formativo, ha consentito che dal 2009 venisse attivato anche presso la Chirurgia Pediatrica di Sassari il progetto “Giocamico”. Ciò è stato possibile grazie all’Università di Sassari, alla AOU di Sassari, alla Fondazione Banco di Sardegna e all’Associazionismo locale, con risultati molto apprezzati, come è illustrato nelle pagine di questo opuscolo.

Purtroppo, quando nel gennaio 2011 questo progetto sarà terminato, esiste il rischio che i colorati locali per la sala giochi e per la preparazione ludica all’intervento chirurgico, allestiti grazie alla Fondazione Banco di Sardegna, possano diventare un deposito di giocattoli ed ospitare solo qualche intervento occasionale, quando capita.

“Back”, in tal caso, significherà solo “tornare indietro”, nel senso di ritornare a come eravamo prima. Perderebbe di significato il ritornare in Sardegna per sviluppare innovazione e servizi, attraverso il programma “Master and Back”. Quanto è stato seminato e coltivato sarebbe bloccato, finito.

Eppure si tratta di un’attività apprezzata non solo dai bambini e dai genitori, ma anche dal personale ospedaliero, dai medici e dai pediatri, perché quanto si sta facendo è una componente importante di un’azione integrata ed moderna di cura.

Siamo fiduciosi che “Giocamico-Sassari” non finirà come tanti progetti episodici. Crediamo infatti che con l’impegno e l’aiuto di tutti potrà diventare un “Servizio continuativo” anche a Sassari, per il bene dei bambini, delle loro famiglie e per la qualità della cura.

 

Prof. Paolo Calidoni,

Didattica e Pedagogia Speciale,

Facoltà di Lettere e Filosofia

Univ. Sassari

 

Prof. Antonio Dessanti,

Chirurgia Pediatrica,

AOU – Facoltà di Medicina

Univ. Sassari

 

 

 

Progetto “Giocamico”. Da Parma a Sassari

 

Curare il piccolo paziente significa curare qualcos’altro oltre la sua malattia. Per questo è importante che un reparto pediatrico sia organizzato in funzione del bambino. L’ambiente circostante assume un ruolo fondamentale nell’accoglienza. Tutto deve essere a misura del piccolo paziente: gli arredi, i colori delle pareti ma, soprattutto, devono essere presenti spazi ricreativi adatti al bambino e alla sua famiglia, in cui possono trascorrere il tempo del ricovero.

Il reparto di Chirurgia Pediatrica di Sassari, che ospita bambini e ragazzi fra 1 mese e i 14 anni d’età, è stato pensato e realizzato affinché il piccolo paziente e la sua famiglia vengano accolti in un ambiente ospitale.

Per questo nel Febbraio del 2009, in concomitanza con la nascita del Reparto di Chirurgia Pediatrica dell’AOU di Sassari, diretto dal Prof. Antonio Dessanti, è stato attivato il Progetto “Giocamico”, sotto l’egida dell’Università di Sassari e della AOU di Sassari e con il contributo della “Fondazione Banco di Sardegna” per l’acquisto degli arredi della sala giochi.

 

Sala giochi

 

 

 

Stanza di degenza

 

 

Corsia

 

Le attività del Progetto “Giocamico”

 

Il progetto “Giocamico”, attraverso una metodologia educativa specifica, propone diverse attività che riguardano principalmente :

- Preparazione del bambino all’intervento chirurgico: l’attività principale è svolta all’interno della sala giochi.

- Preparazione del bambino alle medicazioni post-intervento.

- Attività per il controllo del dolore e della paura.

- Attività ludiche ed espressive.

 

Con lo svolgimento delle attività, si cercano di perseguire molteplici obiettivi:

- utilizzare il tempo in modo costruttivo, progettandolo e valorizzandolo adeguatamente.

- offrire una continuità con la vita di tutti i giorni.

- permettere ai bambini di esprimere le proprie emozioni, le paure e le ansie.

- Attivare emozioni positive e possibilità di gratificazione.

 

 

L’attività di preparazione all’intervento chirurgico.

“Alla scoperta del Pianeta S.O.” (Sala Operatoria)

 

Il Progetto “Giocamico” prevede un metodo speciale di preparazione del bambino all’intervento chirurgico e alle pratiche invasive post-intervento. L’ansia preoperatoria rappresenta per il bambino uno stato di tensione, nervosismo e preoccupazione, legata alla separazione dai genitori, alla perdita di controllo, all’ambiente chirurgico. L’ansia è un fattore predittivo di disturbi postoperatori che possono durare anche fino a sei mesi dopo l’intervento.

L’attività “Alla scoperta del Pianeta S.O.” viene svolto in bambini di età compresa fra i 3 e gli 11 anni.

Rappresenta un viaggio immaginario guidato, per preparare il bambino all’intervento chirurgico, alla visita dell’anestesista ed al decorso postoperatorio.

L’attività viene svolta all’interno della sala giochi, a partire dal giorno precedente all’intervento chirurgico. All’esperienza partecipano non solo i bambini ma anche i genitori: insieme hanno modo di conoscere e simulare la fase della pre-anestesia ed il risveglio postoperatorio con minore ansia e paura.

L’attività permette ai bambini di conoscere preventivamente gli ambienti e gli strumenti diagnostici e terapeutici che incontreranno nel momento dell'ingresso nel comparto operatorio.

Sperimentare sotto forma ludica, nel modo cioè più consono e controllabile dai bambini, permetterà loro di affrontare con maggiore sicurezza e tranquillità questa nuova situazione. Ciò vale anche per i genitori, i quali, assistendo all'attività dei loro figli, hanno l'occasione di conoscere in modo più preciso le fasi della preparazione all'intervento e saranno quindi in possesso di strumenti utili per trasmettere a loro volta maggior tranquillità e coraggio ai bambini.

Al momento della dimissione viene consegnato al bambino un “Attestato di Coraggio” che certifica il coraggio dimostrato nell’affrontare l’intervento chirurgico.

 

Attestato di Coraggio

 

 

Il gioco in ospedale

 

Il progetto “Giocamico” comprende anche altre tipologie di attività, prevalentemente di tipo espressivo, ludico e relazionale, che permettono al bambino e alla sua famiglia di trascorrere una permanenza meno stressante.

Le attività vengono portate avanti sia all’interno della sala giochi che nelle stanze di degenza, se il bambino è impossibilitato a muoversi.

Il progetto cerca di fornire il maggior numero di strumenti e di stimoli, i quali gli consentiranno di diminuire lo stress e lo aiuteranno ad accresce la propria autostima e positività.

Il gioco assume, in questo caso, un’importanza fondamentale, non solo per riempire i momenti di noia, ma soprattutto per svolgere quel ruolo terapeutico che lo caratterizza. Inoltre, permette di introdurre una sorta di “normalità” in un ambiente ansiogeno com’è quello ospedaliero.

Le attività svolte, così come l’utilizzo dei giocattoli e dei libri, vengono scelte e proposte a seconda dell’età del bambino.

 

 

Sala giochi

 

- Attività espressive: sono attività grafiche che consentono al bambino di manifestare sentimenti ed emozioni. Il disegno è uno strumento che permette di esprimere le proprie paure, le angosce, le tensioni ma anche i suoi desideri. Per questo l’attività grafica ha una funzione liberatoria, in grado cioè di riprodurre un’esperienza dolorosa o spiacevole. Una volta realizzato il disegno, si propone al bambino di esporlo all’interno della stanza giochi, in modo da produrre un sentimento di gratificazione, incrementando in questo modo la sua autostima.

Spesso vengono eseguite attività di pittura con l’utilizzo degli acquerelli o delle tempere, a cui partecipano anche i genitori. Inoltre, viene proposta un’attività chiamata “Batti 5! in cui a ciascun bambino viene chiesto di tracciare il contorno della propria mano su un foglio, di colorarla e di scrivere il proprio nome: questo viene incollata su un cartellone esposto su una delle pareti della sala giochi.

 

 

“Batti 5 !”

 

 

- Attività di gruppo: viene svolta all’interno della sala giochi e consente ai bambini di conoscersi. Questa viene realizzata per fascia d’età e prevede prevalentemente giochi da tavolo (di società, memory, carte da uno, ecc…). Spesso con il gioco di gruppo si creano situazioni particolari, in cui sono i bambini stessi che spontaneamente organizzano giochi fra di loro, impersonando ad esempio il ruolo del medico (role play). Questo permette al bambino di sdrammatizzare la malattia ed in particolare il momento dell’intervento chirurgico.

- Attività di lettura: è stata creata all’interno della sala giochi una piccola biblioteca, che permette dei momenti di lettura di fiabe e storie. I libri, come i giocattoli, diversi e divisi per fascia d’età, possono essere scelti e portati dal bambino nella stanza di degenza al momento della chiusura della sala giochi, in modo tale che non vi sia un’interruzione dell’attività di gioco.

Questa biblioteca è stata realizzata grazie alla donazione di libri da parte delle famiglie dei bambini, di alcune librerie di Sassari e dell’Associazione “Sardegna Amaci” (Associazione Malattie Chirurgiche Infantili) (www.sardegnaamaci.it).

- Le attività nella stanza di degenza: queste vengono svolte nel momento in cui il bambino è impossibilitato ad uscire dalla stanza e prevedono attività creative, lettura di fiabe o semplici giochi da tavolo. I più piccoli vengono intrattenuti con bolle di sapone e palloncini. Quando è possibile viene coinvolto anche il genitore in modo da creare un clima quanto più sereno e rilassato.

 

Il Progetto “Giocamico” ha come caratteristica quella di essere “relazionale”, in quanto non sempre il bambino ha solo voglia di giocare: questo accade soprattutto quando è impossibilitato ad uscire dalla propria stanza, per cui si cerca di interagire con lui comunicando.

L’ascolto del paziente e del genitore, in questi casi, è molto importante perché permette di instaurare un rapporto umano e di fiducia, in cui non necessariamente bisogna “fare” ma “esserci”.

 

RISULTATI

 

 

Per la valutazione del progetto “Giocamico”, sono stati costruiti due tipi di questionari: il primo rivolto ai bambini di età compresa fra i 4 ed gli 11 anni, l’altro ai genitori. Sono caratterizzati dalla sinteticità e semplicità, in modo tale da poter essere compilati da persone di qualsiasi livello culturale.

La somministrazione avviene al momento della dimissione dal reparto, insieme alla consegna al bambino dell’Attestato di Coraggio.

 

RISPOSTE DEI GENITORI

 

1) All’interno del reparto si aspettava di trovare la presenza di un’educatrice?

 

2) In che modo, lei e il suo bambino, siete stati accolti dall’educatrice?

 

 

3) Quanto ritiene che sia utile la presenza dell’educatrice nel reparto?

 

 

4) Quanto ritiene sia importante il gioco durante il ricovero?

 

5) Suo figlio ha partecipato all’attività di preparazione all’intervento chirurgico?

 

 

6) Ritiene importante l’attività di preparazione all’intervento chirurgico per il suo bambino/a?

 

 

 

LE RISPOSTE DEI BAMBINI

 

1) Quando sei in ospedale cosa ti piace fare?

 

 

 

 

2) Come sei stato/a accolto/a dall’educatrice che lavora in ospedale?

 

 

3) Se hai giocato, quanto ti è piaciuto giocare con l’educatrice?

 

 

 

4) Hai giocato nella sala giochi?

 

 

 

5) Pensavi di trovare qualcuno che ti facesse giocare in ospedale?

 

 

 

 

 

APPROFONDIMENTI IN CORSO

 

Di recente l’attività di ricerca è stata estesa anche agli Insegnanti e ai Medici Pediatri: questi avranno la possibilità di fornirci, a seconda del racconto del bambino, ulteriori conferme sull’importanza e necessità di questo “Servizio educativo” in ambito pediatrico.

 

Come si evince dalla lettura dei dati, risultanti dalla somministrazione dei questionari rivolti sia ai bambini che ai genitori, il progetto “Giocamico” è stato valutato positivamente da entrambi.